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Come scegliere un corso di tango | Tango Feroz

Come scegliere un corso di tango

Una strana idea mi attraversa la mente. Quest’anno voglio imparare a ballare Tango!

Tango Argentino, però, non il Tango generico che in realtà rappresenta solo una categoria di balli da sala.

Vorrei trovare la giusta scuola, perché so che, come ogni disciplina, se non si trova il corso appropriato, si rischia di smettere dopo poche lezioni, concludendo che il tango non fa per sé, mentre invece non si è semplicemente trovata la via corretta. 

Come posso fare?

Sicuramente mi informerò presso amici e parenti che già ballano, ma vorrei personalizzare di più la mia scelta.

Vorrei un corso dove non sia necessaria l’iscrizione in coppia, in cui la scuola si adoperi per rendere omogenei i componenti maschili e femminili attraverso supporter cresciuti all’interno della scuola (uomini e donne).

Visiterò il sito di ogni scuola e maestro di cui sento parlare bene, per valutare un minimo il loro curriculum vitae, gli studi effettuati, i titoli conseguiti.

Vedrò cosa fanno nel mondo del Tango, soprattutto se fanno spettacoli o gare. Se danno anche lezioni private. Se sono stati a Buenos Aires a respirare un po’ di aria di tango. E, soprattutto, se stanno ancora studiando o sono seduti sugli allori. 

So per certo che il diploma di maestro rilasciato da federazioni nazionali, infatti, non garantisce di sicuro la qualità. Insegnanti che hanno fatto del Tango la loro professione, e non lo relegano a secondo lavoro, secondo il mio pensiero offre decisamente maggiori garanzie. 

Guarderò la galleria fotografica e qualche video, perché, anche se neofita, anche se rigida come un tronco, penso di essere comunque in grado di vedere se una posa è elegante, armonica oppure sgraziata, con posizioni storte e soprattutto se mi trasmettono emozioni.

Proverò ad osservare assistenti o allievi dei corsi di livello superiore di quella scuola. So che da principiante mi sembreranno tutti bravi, ma mi hanno suggerito di osservare se chiudono le gambe, se stanno dritti, se mi sembrano in musica, se ballano ordinati senza scontrarsi e tagliare la strada agli altri.

Sono convinta che bravi allievi significhi bravi insegnanti!

Andrò quindi a fare la mia lezione di prova. Penso che sia importante avere empatia con chi mi trasmetterà i primi fondamenti per un anno intero e questo posso valutarlo solo io direttamente. 

La cosa che valuterò più attentamente sarà comunque il metodo che la scuola segue, ossia se esiste all’interno della didattica un programma annuale specifico, un percorso sviluppato nel corso degli anni e per livelli. Non desidero lezioni improvvisate, caotiche, disorganizzate. 

Non mi interessano false promesse di ballare in un mese, sequenze troppo complicate, maestri prolissi o che pretendono di darmi mille specifiche alla prima lezione. 

Cerco una scuola con un programma chiaro, che mi trasmetta prima di tutto i fondamentali del ballo, trasmettendomi ogni volta pochi e chiari elementi ripetuti e non noiosi. 

Cerco una scuola che abbia sia un maestro di tango uomo che uno donna, perché si possa avere il giusto riferimento per il proprio ruolo. Sono consapevole che i neuroni specchio hanno una funzione importante nell’apprendimento e quindi vorrei avere il miglior specchio possibile. Osserverò la postura e la voce degli insegnanti.

La loro postura mi darà uno specchio di come potrei diventare o anche una meta da raggiungere. Se non mi piace la postura di un maestro/a passerò oltre.

La voce spesso indica il modo di insegnare ed è anche un buon termometro dell’empatia che può nascere fra noi. Personalmente amo le voci calme e sicure, coinvolgenti, simpatiche. Gradirei un insegnante di tango esperto e motivato nel suo ruolo e che trasmetta entusiasmo con quello che dice.

Proverò anche a chiedere una qualunque cosa all’insegnante di turno per valutare come mi risponde: se mi dice cose generalizzate o mi dà consigli personalizzati, se mi ascolta, se mi incoraggia o mi mortifica, se mi vuole ammaliare con complimenti esagerati oppure ha un atteggiamento antipatico/a e altezzoso/a. C’è chi insegna nello stesso modo a tutti o personalizza il suo approccio individualmente. C’è il maestro che preferisce non correggere troppo per incentivare, chi non corregge affatto ma mostra solo i passi, chi corregge troppo, chi si incaponisce e si arrabbia, chi usa bastone e carota. Personalmente preferisco essere corretta da un maestro e cercherò di scegliere le persone che più si avvicinano ai miei desideri, che saprà coinvolgermi nella spiegazione, che mi seguirà e sarà chiaro/a.

Preferirei una scuola di tango che non mostrasse solo passi ma si soffermasse anche sugli aspetti tecnici e ti parlasse anche di musica e di cultura tanguera.

Infine mi informerò anche sul programma delle iniziative che la scuola propone. Ritengo che il compito di una scuola sia anche quello di accompagnare l’allievo nello studio proponendo varie opportunità: dai seminari agli stage, dalle pratiche guidate alle milonghe (inteso come luogo dove si balla il tango), dai Festival dove si può studiare con maestri di fama internazionale, alle vacanze Tango